Differenze fra un diamante e un brillante

differenza fra diamante e brillante

Differenze fra un diamante e un brillante

Uno degli errori più comuni riscontrabili nella gioielleria è l’ambiguità di interpretazione delle parole “diamante” e “brillante”.

Non è inconsueto notare che molti acquirenti siano convinti, ad esempio, che un brillante non sia un diamante. Altri, ritengono che un brillante sia un diamante falso. O comunque una pietra diversa, verosimilmente non preziosa.
Altri ancora,  utilizzano “diamante” e “brillante” come perfetti sinonimi.

Errore in tutti e tre i casi, nonostante il terzo sia quello meno lontano dalla realtà. Fughiamo ogni dubbio:

Per DIAMANTE si intende universalmente la specifica gemma, per lo più ancora incastonata nella pietra di estrazione, allo stato grezzo. Più in generale, comunque, la parola diamante può essere usata per definire questa pietra preziosa in qualsiasi forma e finitura.
Per BRILLANTE si intende invece lo specifico taglio della pietra, tipicamente “conico” con superficie rotonda ad almeno 57 facce, definito appunto “a brillante”.

Alla luce di quanto precede, la normale routine del gergo prezioso ha sviluppato delle naturali scorciatoie, negli anni. Quando si parla sinteticamente di “un brillante”, infatti, si sta semplicemente parlando di un diamante dotato di un taglio a brillante.

Un equivoco alimentato nei secoli

Il fraintendimento ha radici storiche molto profonde: nei secoli scorsi il diamante ha rappresentato l’oggetto di maggior interesse per studiosi e tecnici del settore. L’ideazione del taglio a brillante si deve specificatamente a questa splendida pietra, poiché le scientifiche proporzioni tra le facce garantiscono la massima resa possibile in termini di brillantezza.

Per la precisione, la realizzazione del taglio rotondo con finale conico (talvolta impreziosito da una 58esima “faccia” alla base) risale addirittura al 1600, ad opera di un tagliatore veneziano, mentre la scoperta di formule matematiche che stabilissero misure e proporzioni della pietra a brillante, all’inizio del ‘900, si deve a Marcel Tolkowski (da cui il ben noto “Taglio Tolkowski”, considerato in questo senso il brillante perfetto).
Tale fu la diffusione di questo tipo di taglio da indurre a confondere, appunto, “diamante” con “brillante”, tramandando l’equivoco sino ai giorni nostri.

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