I diamanti più grandi del mondo: storia e curiosità

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I diamanti più grandi del mondo: storia e curiosità

Un diamante è il baluardo del fascino per eccellenza, un alfiere dell’eleganza e del gusto, allo stesso tempo intoccabile e perfetto, nonché l’esaltazione naturale della bellezza di una donna.
Il suo nome deriva dall’antico greco Adamas, che significa immutabile, incorruttibile.

Effettivamente l’estetica di un diamante dura nel tempo, e la sua composizione chimica lo rende, di fatto, il materiale più duro del mondo. Incorruttibile e perfetto, nonché desiderio comune del mondo femminile per impreziosire gioielli sul décolleté, anelli, bracciali e orecchini.

Ma se il diamante con cui abbiamo a che fare superasse in grandezza la mano che dovrebbe portarlo, come dovremmo comportarci?

Centenary

Diamante Centenary

Il mercato dei diamanti mostra al pubblico solo un effluvio ridotto di tutta la catena di lavorazione che si cela dietro a questa splendida gemma. Come è noto i diamanti immessi nel circuito commerciale sono in realtà dei veri e propri “frammenti” di pietre più grandi, opportunamente divise in singole parti lavorabili, a cui segue – come è noto – tutta la catena di lavorazione della pietra grezza fino al prodotto finale da montare sul gioiello.

Talvolta però vengono estratti diamanti talmente grandi da rappresentare di fatto un’eccezionalità, nonché così prestigiosi da cambiare completamente il processo produttivo: i diamanti più grandi al mondo costituiscono un valore immenso, sia da un punto di vista estetico che commerciale, e come tali vanno mantenuti nella caratura più grande possibile, lavorandoli secondo le stesse procedure dei diamanti normali con la discriminante di decrementare il meno possibile carati e dimensione.

Nella maggior parte dei casi, ciò non è tuttavia possibile né tantomeno auspicabile. La possibilità di infrangere le pietre durante la lavorazione è altissima, oltre al fatto che – chiaramente – la lavorazione dei diamanti deve in linea di principio rispondere anzitutto alle richieste di mercato, le quali abbastanza comprensibilmente calano in modo sensibile di fronte a diamanti di notevoli dimensioni.

La storia ci consegna numerosi esempi di diamanti di dimensioni eccezionali, e nella maggior parte dei casi tali esempi – così rari – sono destinati a impreziosire i già copiosi tesori dei reali sparsi per il mondo o dei filantropi con disponibilità economiche di enorme rilievo.

Esiste infatti una speciale classifica dei diamanti più grandi del mondo, ognuno peraltro affiancato da piccole curiosità e storie particolari talmente frequenti che si consiglia di approfondire qui,

Il Golden Jubilee Diamond, re di tutte le gemme

Golden-Jubilee

Golden Jubilee

Attualmente, la palma di diamante lavorato più grande del mondo spetta al GJD, il Golden Jubilee Diamond, che si aggiudica il
premio grazie alla considerevole caratura pari a 545,67 ct. (pari a quasi 110 grammi).
Dietro la storia di questo diamante si cela un’interessante curiosità: inizialmente definito in modo generico “NoNameBrown” (diamante marrone senza nome), il Golden Jubilee era stato destinato ad un utilizzo potenzialmente frammentato, poiché le dimensioni erano talmente grandi (755 carati in forma grezza) da rendere praticamente certa la sua parzializzazione in fase di finitura.

Con grande sorpresa generale, l’arte del maestro tagliatore a cui era stato affidato (Gabi Tolkowsky) fu tale da rendere ai posteri un diamante lavorato perfettamente integro in tutte le sue facce. Nacque così il diamante più grande del mondo.

In seguito fu donato al Re della Thailandia Adulyadej in occasione del cinquantenario della sua incoronazione, evento chiamato Golden Jubilee, a cui il diamante deve il suo nome.

Il secondo posto attualmente va al “La Grande Stella d’Africa ” (530,20 ct) che viene definita anche Cullinan I, in quanto si tratta della pietra lavorata più grande estratta dalla gemma grezza Cullinan (nella sua interezza vantava più di 3000 carati). Il suo valore supera i 400 milioni di dollari. La peculiarità di questa pietra deriva dal fatto che essa, assieme alle altre otto pietre più grandi estratte dalla Callinan, fa parte dell’immenso tesoro della Corona Reale britannica, il cui secondo diamante più grande occupa la quarta posizione mondiale dei diamanti lavorati, subito dopo “ l’ Incomparabile” (che occupa il terzo posto con i suoi 407 carati).

Lo Spirito di de Grigonono, oltre ad occupare la quinta posizione nella classifica  globale, vanta il primato di diamante nero più grande del mondo. Il suo peso è di circa 312 carati e, come spesso accade, non si conosce l’identità del proprietario né tantomeno il luogo in cui questa pietra risiede.

Diamanti incredibili scoperti in modo improbabile

Sebbene alcune scoperte siano eccezionali anche nelle modalità di rinvenimento, come nel caso dell’Incomparabile trovato casualmente da una bambina che si aggirava tra le macerie di una miniera nel Congo, esistono viceversa delle miniere che sembrano essere destinate ad entrare nella storia della gemmologia. E’ il caso della miniera sudafricana Premier che, dopo il Golden Jubilee e la Cullinan, vanta la scoperta anche della pietra che occupa la sesta posizione in classifica : il Centenario (273,85 ct).

Questa gemma esteticamente definita perfetta fu intagliata dal grande maestro Tolkowsky che riuscì incredibilmente a realizzare 237 sfaccettature. Mai prima di quel momento un diamante lavorato aveva raggiunto un numero così elevato di facce.

Tra i diamanti più grandi, non sempre la grandezza vince nella quotazione

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The Millennium Star

Una curiosità: come forse non tutti sanno il valore di un diamante non è derivante solo dalle sua dimensioni, ma la sua quotazione è la risultante del valore valutato in un considerevole numero di aspetti. Specifiche come il taglio, la brillantezza e il colore del diamante possono determinare un prezzo di mercato di una pietra in misura notevolmente maggiore rispetto a gemme più grandi.

È il caso del Millennium Star, diamante di 203,04 carati che occupa la 10° posizione tra i più grandi del mondo. Nonostante abbia davanti carature nettamente maggiori (La “Croce Rossa”, 205 ct al 9° posto e il “De Beers” all’ottavo con 234,65 ct), vanta un valore di mercato difficilmente calcolabile. L’unico dato certo è che questa splendida gemma, definita impeccabile sia in forma interna che esterna, ha una quota di assicurazione pari a 100 milioni di sterline per una sola frazione dell’intera dimensione.

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