Creare diamanti dall’acqua: adesso è possibile

ottenere diamanti dall'acqua

Creare diamanti dall’acqua: adesso è possibile

Il diamante è da sempre sinonimo di fascino imperituro e bellezza, gioiello stilisticamente perfetto ma anche simbolo di prosperità e benessere.
Nella storia, gran parte del mito che ruota attorno al diamante fa leva su un principio, una caratteristica di indiscussa importanza che ne accresce l’interesse: la rarità. Il diamante, concettualmente, è una pietra tanto preziosa quanto difficilmente reperibile in natura.

Nella realtà ciò corrisponde al vero, anche se tecnicamente il valore intrinseco di un diamante tiene conto di un vasto numero di variabili, non soltanto della sua scarsità.
Tuttavia un team di ricercatori italiani (a Trento, per la precisione) è pronto a sovvertire le regole del gioco, e lo fa pubblicando uno studio accurato sulla rivista scientifica “Scientific Reports”: a quanto espresso nella documentazione, infatti, si evince testualmente “in Trentino i diamanti si producono dentro un bicchier d’acqua e con un laser”.

Come funziona la tecnica di “diamantizzazione” dell’acqua

La ricerca in oggetto, realizzata dall’Università di Trento (specificatamente il Laboratorio Idea, Dipartimento di Fisica) in collaborazione con il Centro di neuroscienze e sistemi cognitivi (CNCS IIT di Rovereto) e il Center of Nanotechnology Innovation di Pisa, dimostra di fatto che l’esposizione di un bicchiere d’acqua ad intensi impulsi di luce ultravioletta è in grado di convertire la grafite in esso contenuta in diamanti.

diamantizzazione dell'acqua - Floris DiamantiOvviamente stiamo parlando di gemme dalla dimensione estremamente ridotta (nanometrica, utilizzando la terminologia specifica che definisce tale misura), ma pur sempre di diamanti si tratta.

Stando alle parole di Antonio Miotello, responsabile del Laboratorio Idea, si evince che le condizioni ambientali in cui viene generata la diamantizzazione appaiono assolutamente usuali, a temperatura ambiente e con pressione atmosferica standard. L’assenza di condizioni particolari al fine di ottenere il risultato prefissato si espleta poi nell’azione del laser, che agisce fattivamente sull’acqua e, nello specifico, sulle particelle di grafite in essa contenute. Come sappiamo, infatti, la grafite è l’elemento base protagonista del processo di sviluppo di un diamante naturale, ed è una componente la cui presenza è riscontrabile nella comunissima acqua.

Il liquido, peraltro, rappresenta l’ambiente ideale per incubare le molecole e favorire lo sviluppo del nucleo diamantifero. L’essenzialità dei passaggi rende dunque assolutamente protocollabile tutto il processo, al fine di replicarlo senza particolari parametri ulteriori da rispettare.

Come sarà possibile utilizzare i diamanti prodotti con acqua

Certo, i tempi in cui da un bicchiere d’acqua sarà possibile ricavare un diamante da due carati sono ancora lontani, ma la straordinaria diamanti dall'acquascoperta del team trentino apre senza dubbio la strada in questa direzione. Non solo, ad oggi, escludendo le riflessioni in termini di mera “gioielleria”, i diamanti creati con acqua trovano potenziale applicazione in un numero incredibilmente vasto di casistiche mediche.

A detta dei ricercatori, infatti, la dimensione infinitesimale dei diamanti creati permettono di applicare tali elementi in medicina, a livello diagnostico. I diamanti infatti sono dei potentissimi “sensori”, la cui sensibilità permette loro di rilevare e segnalare potenziali anomalie cellulari nel sangue.

Di fatto, un diamante creato con l’acqua, di dimensione nanometrica, funge da “antenna” (quindi, in campo pratico, parliamo di milioni di antenne) al fine di captare segnali che evidenzino disfunzioni sanguigne, eventuali tracce di metalli pesanti nell’organismo e quant’altro.
Senza contare che le gemme sono composte prevalentemente di carbonio, elemento dall’alta compatibilità con il corpo umano, che dunque non rischierà crisi di rigetto in caso di immissione di questi potenti e microscopici rilevatori.

Non c’è dubbio che gli sviluppi della scienza in questo senso permetteranno importanti ulteriori passi avanti nell’analisi diagnostica del corpo umano. Proprio per questo, in attesa del giorno in cui da un bicchiere d’acqua potremo creare un anello di fidanzamento di tutto rispetto, ci accontentiamo per ora di confermare che il diamante, in qualsiasi campo di applicazione, si dimostra estremamente “prezioso”.

 

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